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La devitalizzazione dei denti: i casi in cui è necessaria

Erroneamente si pensa che un dente affetto da infezioni profonde necessiti di estrazioni in realtà, ad eccezione di casi davvero molto rari, un dentista deve cercare di salvare i denti del suo paziente agendo mediante la devitalizzazione.

Ma cos’è la devitalizzazione? Si tratta di un intervento chirurgico che prevede la totale rimozione della polpa, a seguito di processi cariogeni estesi o gravi patologie. Per impedire che i batteri possano annidarsi nella cavità orale, una volta terminata la devitalizzazione del dente si procede con la sigillatura del canale pulpare.

In questo procedimento vengono adoperati materiali biocompatibili e cementi particolari utili al salvataggio del dente.

Tale intervento endodontico viene eseguito in anestesia locale per consentire ai pazienti di non sentire alcun dolore, ma di percepire solo in alcuni casi un semplice e sordo fastidio.

È consigliabile prestare attenzione all’alimentazione nei giorni successivi all’intervento, perché il dente potrà risultare sensibile agli sbalzi termici e ad alcuni alimenti molto ricchi di zuccheri quali marmellate, miele e dolciumi di vario genere.

Fissa una prima visita senza impegno per chiedere maggiori informazioni sulla devitalizzazione dei denti e controllare lo stato di salute del tuo cavo orale.