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Fluoro nei dentifrici: ecco a cosa serve

Spesso quando si parla di dentifricio si sente nominare una sostanza detta fluoro, ma quanti sanno veramente di cosa si tratta?

Il fluoro nei dentifrici è uno degli ingredienti che viene aggiunto dai produttori per remineralizzare lo smalto e rendere i denti più resistenti alla placca.

Il fluoro contenuto nei dentifrici è infatti in grado di penetrare gli strati più superficiali dello smalto e legarsi agli ioni del calcio rendendolo più resistente agli attacchi degli acidi della placca.

Il fluoro è una sostanza che si trova già naturalmente nel nostro organismo, in particolare in ossa e denti, e può essere assunta da fonti esterne attraverso pastiglie (indicate per lo più per i bambini) o alimenti come patate, frutti di mare, spinaci e anche acque minerali.

L’utilità del fluoro nel dentifricio è un tema che divide molto, poiché se da un lato ne viene riconosciuto il ruolo fondamentale per il rafforzamento nei denti, dall’altro è necessario fare attenzione agli effetti collaterali che un’eccessiva assunzione di fluoro può provocare.

La fluorosi, la patologia causata da un’eccessiva assunzione di fluoro, provoca macchie bianche sui denti e anche solchi nelle forme più gravi.

Una dieta equilibrata fornisce circa 0,3 mg di fluoro al giorno e la legge europea ne vieta un’assunzione superiore all’1,5 per i bambini e ai 7 mg per gli adulti.

In ogni caso il fluoro nel dentifricio è contenuto in quantità nettamente inferiori a questi valori, perciò non si corrono rischi particolari se ci si abbina un’alimentazione sana.

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